
Le Voci Delle Donne—Ed. 03
Art Festival
Siamo entusiasti di annunciare la terza edizione del Festival “Le Voci delle Donne”, un evento che celebra la creatività femminile attraverso l’arte, la cultura e la condivisione di esperienze. Quest’anno, Ci saranno novità che sveleremo poco a poco.”
Tema del Festival:
Selvaggia Creatrice
2026
«L’anima selvaggia conosce il cammino.
Bisogna solo smettere di avere paura della foresta.»
— Clarissa Pinkola Estés
C’è una voce che arriva da lontano, da sempre, dagli origini. Vibra nella terra, tra le piante medicinali, nei canti delle ancestre, nei corpi che godono. È la voce selvaggia: arcaica, istintiva, sacra.
Ed è creatrice: dà vita, dà forma, dà senso, dà cura.
La terza edizione del festival Le voci delle donne si radica nel cuore di questa voce. Selvaggia Creatrice è un’evocazione: della donna come essere mitico e concreto, terreno e cosmico, sapiente e intuitivo.
Un ritorno alle origini, non come nostalgia, ma come atto rivoluzionario di riconnessione.
Il sapere delle donne
Dagli inizi dei tempi, le donne hanno custodito un sapere ciclico e vivente: legato alla terra, ai ritmi lunari, alle nascite e alle morti, alle erbe, ai simboli, al corpo, al sogno. Questo sapere è stato tramandato in silenzio, spesso ai margini, attraverso gesti, racconti, ricami, rituali, pozioni.
Molte culture antiche onoravano la figura della Grande Madre, della Dea Triplice, della Sacerdotessa, della Curandera. Erano donne connesse al mistero, mediatrici tra i mondi, capaci di trasformare la materia e lo spirito.
La modernità, nel suo desiderio di controllo e razionalizzazione, ha spesso ridicolizzato, marginalizzato o perseguitato questo sapere, etichettandolo come superstizione o eresia. Le streghe bruciate nei secoli bui dell’Europa, le sciamane perseguitate nei processi coloniali delle Americhe, le donne sapienti escluse dalle accademie: tutte testimoniano la violenza sistemica contro la conoscenza incarnata del femminile.
Ma quel sapere non è mai morto, e in questa edizione del festival, quel sapere ritorna, e chiede ascolto.
Il femminile come potere trasformativo
“Selvaggia” non è selvaggia perché primitiva, ma perché libera. Vive al di fuori delle logiche patriarcali, lineari, produttiviste. È ciclica, erotica, intuitiva, irregolare.
“Creatrice” è colei che genera mondi: non solo bambini, ma anche idee, comunità, immagini, simboli, linguaggi. La creazione non è solo estetica o biologica, ma cosmica.
Pensatrici come María Sabina, Marija Gimbutas, Starhawk, Silvia Federici, Gloria Anzaldúa ci ricordano che il ritorno al sapere ancestrale non è un romanticismo, ma una via politica e spirituale per immaginare un altro mondo possibile: più connesso, più sostenibile, più umano.
Un festival come rito
In Selvaggia Creatrice, il festival diventa un rito collettivo: una soglia tra visibile e invisibile, dove arte, spiritualità, femminismo e guarigione si intrecciano.
Performance, pratiche rituali, installazioni, laboratori, incontri e cerchi di parola daranno voce a esperienze contemporanee che custodiscono il sapere magico, corporeo e politico delle donne.
Non solo una celebrazione del passato, ma un atto vivente, urgente e presente.
Ritrovare la radice
Nel caos del mondo contemporaneo, tornare alle radici non è regredire, ma ritrovare orientamento. Ascoltare le voci delle antenate non è idealizzare, ma rendersi eredi consapevoli di un sapere che cura, connette e trasforma.
In un’epoca di crisi ambientale, relazionale, spirituale, la forza creatrice del femminile selvaggio è un antidoto.

Per questa edizione, Sibilla Panerai collaborerà con Lalula Vivenzi nell’organizzazione del festival e nella curatela della mostra d’arte contemporanea, cuore pulsante e centro gravitazionale del festival.
Sibilla Panerai
Storica dell’Arte e Curatrice
Dottoressa di Ricerca in Storia dell’Arte Contemporanea e coordina l’Archivio Franco Angeli di Roma. Collabora con il Florian Metateatro Centro di Produzione Teatrale (Pescara), dove dal 2022 cura insieme a Chiara Sanvitale il festival di arti visive e performative Attraverso la tendenza e, dal 2019, la sezione arte del festival Scenari Europei. Nel 2023 ha curato per il Festival Performative 03 al MAXXI L’Aquila la performance di Olga Kozmanidze Self-reversing, vincitrice della prima edizione del Premio Performative; nel 2022 i talk Performance e femminile, tra rivendicazione e autodeterminazione al Festival Performative 02 (MAXXI L’Aquila).
Dal 2017 al 2024 è stata docente a contratto di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università “G. d’Annunzio” di Pescara; ha inoltre tenuto il seminario I musei del XXI secolo per l’insegnamento di Museologia (2012-2018) e collaborato come assegnista di ricerca (2012/2013) e borsista FIRB (2015/2016) presso l’Università di Chieti.
Ha partecipato come relatrice a numerosi convegni internazionali, tra cui The Postcolonial Sacred in East-Central Europe after 1989 (Wrocław University, 2024), Born from the Margins: Women Gallerists Creating New Markets, 1800-1990 (Association for Art History Annual Conference, London 2022) e Women Art Dealers (Christie’s Education, New York 2019). Ha curato i talk Arte e femminismo in Italia (Giornata del Contemporaneo, Florian Espace, Pescara 2020) e Videoarte al femminile (Florian Espace, Pescara 2021), oltre alle mostre StigmaTe. Dal disagio esistenziale alla società della bellezza (Museo Michetti, Francavilla al Mare 2023 e 2024, in collaborazione con il Centro di Salute Mentale di Chieti) e Nato Frascà. Spazio come reticolo di forze (Collezione Nato Frascà, Penne 2021).
Tra le sue pubblicazioni: La Maddalena nell’arte contemporanea, tra mistica rappresentazione e rivendicazione del femminile (in Maddalena. Il mistero e l’immagine, Forlì 2022); Corporeo ed Extracorporeo. L’attraversamento della coscienza nell’arte performativa di Kyrahm (in Il corpo in performance, Mimesis 2020); Per una lettura fisica di Nato Frascà (in Nato Frascà. La didattica, un percorso artistico, L’Erma di Bretschneider 2019); Biografia di Franco Angeli (in Franco Angeli – gli anni ’60, Marsilio 2017); Performance e identità fluttuanti attraverso l’esperienza di CORPO (in Il corpo che abito, Nicomp L.E. 2016); CORPO estraneo/straniero. Storia delle arti performative in Abruzzo (Verdone Editore, 2015).
È stata assistente di galleria per Cesare Manzo (Roma e Pescara, 2007-2009) e per Studio S – Arte Contemporanea (Roma, 2005-2007). Ha ideato e curato per dieci anni il festival di arti performative Corpo (Pescara) e il Centro di Archiviazione e Promozione della Performing Art (Pescara). Collabora con riviste specializzate come Segno e Titolo. Rivista scientifico-culturale d’arte contemporanea.
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